I libri sono ormai obsoleti?

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Scrivere un libro non è come scrivere un biglietto d’auguri o una lettera.  È molto di più: bisogna pensare a una trama, i personaggi, l’ambientazione, il punto di vista (se narratore esterno/onnisciente/ prima o terza persona), l’epoca temporale. Insomma, c’è un bel po’ da fare, non è così semplice come pensano in molti. Quando ti chiedono che lavoro fai o cosa ti piace fare nel tempo libero e tu rispondi scrivere, la loro risposta qual è? La maggior parte di quella gente annuisce perplessa, perché magari non sa nemmeno di cosa tu stia parlando, oppure si finge affascinata. Sono pochi quelli che realmente sanno cosa c’è dietro il lavoro di un libro, i retroscena (ore davanti al pc, frustrazione, impegno, sudore). E vogliamo parlare dello staff (o l’autore stesso) che si occupa del suo perfezionamento? Perché, in fondo, lo fa per quella stessa gente che ti ha guardato in quel modo, anche se un libro di certo non lo aprirà mai.

Un libro, però, non è solo tecnica, fogli di carta e divulgazione di idee. Un libro è anche cuore, o come direbbe Valeria Rossi, SOLE, CUORE E AMORE.  Esatto, proprio così: non è forse il sole a riscaldarti e a rendere un giorno migliore (rispetto a uno piovoso e cupo)? Il libro fa la medesima cosa. Il cuore non è forse un muscolo (che rappresenta anche il terzo elemento) senza il quale potremmo vivere? Io senza i libri non potrei vivere, e tu? L’amore non è quel sentimento che ci riempie le giornate e che ci fa battere il cuore (e torniamo al secondo elemento)? I libri e i suoi personaggi  ci fanno innamorare ogni singolo giorno. E soprattutto rispecchia l’amore dello scrittore, la passione che lo induce a scrivere, nonostante i lettori siano in via d’estinzione.

Il libro è come uno sconosciuto, bisogna prima conoscerlo per giudicarlo.

Se in questo mondo ci fossero più persone che leggono, sarebbe sicuramente un mondo migliore. La tecnologia ce l’ha migliorato, è vero, ma non del tutto. Ora sento ragazzini che preferiscono vedere solo il film di un romanzo, per esempio, piuttosto che leggerlo o fare entrambi cose. Si passano ore e ore davanti alla tv o alla playstation. Io non dico che queste attività bisogna abolirle, io sono la prima peccatrice, però bisognerebbe (soprattutto tra i genitori) divulgarne di più sane (come appunto la lettura) che arricchiscono la mente e il linguaggio. Chi realmente legge qualcosa ai propri figli, come si tende a vedere nei film, prima che vadano a letto? Ok, tu mi dirai “Non è la vita reale quella”, “La stanchezza ha la meglio su di me”, ” Non c’è tempo”.

La cultura e la salute sono simili: senza entrambi non si va da nessuna parte.

Io non sono ancora un genitore, però cercherò in tutti i modi di introdurre i libri nel mondo dei miei figli, perché il tempo lo si trova per qualcosa su cui si crede realmente.

Anche tu la pensi come me? I libri, la lettura o la scrittura rientrano tra i tuoi privilegi? Dimmi la tua esperienza e segui il blog se vuoi rimanere sempre aggiornato. La prossima settimana parlerò di qualcosa che potrebbe interessarti: la differenza tra il Self-Publishing e le case editrici, la mia esperienza, cosa scegliere e perché. 

Un abbraccio e buon inizio settimana,

Ilaria 

Iniziamo da qui…

Mi chiamo Ilaria Mossa e oggi, 31 Luglio 2017, ho deciso di aprirmi un blog. Perchè farlo? Prima di tutto, perchè amo scrivere e chi meglio di un blog può darmi il libero sfogo di farlo. E poi, mi piacerebbe condividere con voi, cari lettori, tutti i miei pensieri e le mie passioni. Voglio che sia per voi un letto comodo su cui sprofondare -senza farvi addormentare, si spera. Un’amica con cui conversare e ritrovare nei momenti di solitudine.

Se leggerete questo articolo, spaparanzati su una sdraio e con il sudore che vi cola dalle tempie, fatemelo sapere con un commento.

A presto, Ilaria.

Primo articolo del blogfotoblog

Ci sarai al Salone del Libro?

 

Oggi è iniziata la 32° edizione del Salone internazionale del libro di Torino, la fiera più importante d’Italia, e sono super emozionata perché quest’anno ci andrò non solo per la prima volta ma anche come autrice. Sono passati cinque mesi dalla pubblicazione del mio primo romanzo “Una nota nel cuore”, primo volume di una trilogia romance, e per me questa sarà l’opportunità per farmi conoscere in questo mondo difficile e competitivo. Non so come andrà ma sono certa che mi porterò a casa una bellissima esperienza. 🙂

Se anche voi ci sarete, passate a trovarmi presso lo STAND COLLETTIVO SCRITTORI UNITI (PAD.2 H02/H10) domenica 12 dalle 10 a mezzogiorno. Sarà un piacere conoscervi! Il mio libro però è lì  già da oggi a un prezzo speciale.

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Vi aspetto e buon Salone a tutti!

Ilaria

BOOK vs. FOOD

Summer Love_ A Wedding in Paradise

La gente mangia tanto (e anche troppo) e legge poco.  Come mai?

Si sa, di libri se ne pubblicano a bizzeffe, di tutti i generi e gusti, cosicché l’imbarazzo della scelta lo si ha più in libreria che al banco dei salumi. Sarà un bene o un male? Nonostante ciò, in Italia l’obesità il sovrappeso sono fenomeni assai diffusi, sei milioni nel primo caso e ventidue nel secondo (per approfondire), mentre i lettori (seppure si sia riscontrato un aumento nel 2017 rispetto al 2016) restano il popolo di minoranza, per non parlare rispetto a quello degli scrittori. Vabbè, ma questo è tutt’altro discorso (al riguardo scrissi un articolo  un po’ di tempo fa ).

Sembra che l’economia giri soltanto intorno al cibo, basti pensare a quanti ristoranti si aprono ogni giorno e a quanti se ne chiudono. E le librerie? Stanno scomparendo. Ovvio, no? Che senso avrebbe aprirne una se i lettori sono in calo? Mentre per il cibo c’è sempre posto. Dai, perché si sa, spendere 200 euro di spesa o ad una cena è molto più vantaggioso che spenderne in libri.

libri in eccesso però non fanno male, non ingrassano, non causano problemi come obesità o diabete. Anzi, possono solo portare benefici.

Come mai allora “l’italiano medio” preferisce abbuffarsi come se non ci fosse un domani, anziché cibarsi di cultura?

Perché la CULTURA ormai è sottovalutata, non c’è tempo né voglia di impigliare la testa tra carta polverosa (ma anche su un Tablet).  Perché non si hanno soldi sufficienti, però per  il viaggio a New York o per l’ultima borsa di Fendi ci sono sempre.

Alcuni dicono che per poter studiare, per “acculturarsi”, bisogna avere denaro, quindi non è colpa loro se non se lo possono permettere. Ma l’ ignoranza non è giustificata. Un tempo, magari, quando era diffuso l’analfabetismo, ma ora? Siamo così bravi a maneggiare smartphone di ultima generazione e ci stanchiamo a maneggiare un semplice libro? “Tanto, se voglio informarmi, c’è google” . Dite la  verità: lo avete pensato?

Spero con tutto il cuore che il mondo riesca, prima o poi, a progredire ma non solo in campo tecnologico. Che la gente non consideri più un libro un soprammobile o un oggetto ormai obsoleto. Che ritorni la voglia di sfogliarlo, ma per davvero (non solo con il touch dell’ indice). Magari la mia sarà anche un’utopia, però sarebbe davvero bello tornare alle origini, quando le cose erano più semplici. Come dice un detto “Si stava meglio, quando si sta peggio”. Non è così?
Chi la vince allora questa sfida? Book o food? Traete voi le conclusioni.

Ti è piaciuto quest’articolo? Se sì, lascia un like e condividilo. Poi, se hai qualche minutino, fammi sapere cosa ne pensi. 🙂 Il confronto è molto importante!

A presto,

Ilaria

Ce o self? Qual è la scelta migliore?

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Hai finito di scrivere e revisionare il tuo libro, sei così soddisfatto che ti applaudi da solo.  Sei lì a contemplarlo, petto in fuori e sorriso largo quanto una barca.  Barca? No, che dico? Largo quanto una nave da crociera. Ripensi a come sei arrivato fin lì, al sudore, le notti insonni, i momenti di sclero, la schiena dolorante. Ora hai finalmente la mente più leggera. Magari questo è anche il tuo primo libro e, preso dall’entusiasmo, pensi di aver scritto il best-seller dell’anno. Sicuramente ti starai chiedendo “Ora che faccio? Mi auto-pubblico o lo spedisco a qualche casa editrice?”, oppure “Contatto qualche agenzia letteraria? Partecipo a un concorso?”. OK, FRENAAA! In base alla mia esperienza, io ti consiglio di agire in questo modo.

Nel 2017 feci uno dei più grandi errori della mia vita, che mai più ripeterò: auto-pubblicarmi senza uno stralcio di editing.

Iniziai a scrivere “Una nota nel cuore” nel 2016 e decisi di pubblicare un capitolo a settimana su Wattpad. Quello fu lo stesso anno in cui mi avvicinai alla scrittura per la prima volta, quindi ero davvero inesperta, non sapevo da dove cominciare, però mi venne il pallino di scrivere una storia. E così feci. Non immagini quante revisioni ha subito questo romanzo, poi essendo alle prime armi coglievo al volo tutti  i consigli che i lettori mi davano, quindi ci ho messo un bel po’ a finirlo. Dopodiché decisi di “lasciarlo riposare” un po’, anche se non mi ricordo per quanto (probabilmente non più di una settimana, anche se ora ti consiglierei un mese).

Quando ripresi in mano il romanzo, il mio occhio era molto più rilassato e distaccato, tornai a lavoraci sopra anche se non mi sentivo mai soddisfatta. I refusi ormai erano diventati il mio incubo peggiore, però avevo fretta di pubblicare e pensavo tutto sommato che la storia andasse bene. Così, quando mi resi conto di aver sbagliato (per fortuna dopo una settimana dalla pubblicazione) decisi di contattare una figura che alcuni odiano ma che, secondo me, rappresenta il braccio destro dello scrittore: l’EDITOR! La mia fedele accompagnatrice è stata Antonella Monterisi(cliccate qui per scoprire i suoi servizi).

Ecco cosa feci:

  • Le chiesi prima una SCHEDA DI VALUTAZIONE (è molto importante se si vuole avere un’idea globale del romanzo, le lacune, gli errori, i punti di forza). Insomma, ti consiglio di non saltare questo passaggio. A me è servito molto.
  • Dopodiché puoi scegliere di “studiare” quei suggerimenti e tornare a lavorarci da solo, oppure contattarla nuovamente per una PROVA DI EDITING. Esatto, hai  sentito bene: prova. Antonella (nel mio caso) ti farà una dimostrazione del suo metodo di lavoro sulle prime cinque cartelle, poi starà a te decidere se usufruire del servizio o “cestinare e andare avanti”. Se sceglierai di proseguire con lei o con qualsiasi altro editor (io spero di sì)  non ti spaventare se troverai il file pieno zeppo di commenti e correzioni. Non sarà un percorso facile ( io in quel periodo non facevo altro, china sul pc fino a tarda notte), ma a lavoro finito le soddisfazioni saranno enormi.

Questo è il caso in cui tu scelga di auto-pubblicarti. Anche se ci sono molti autori che, seppur scelgano altre alternative (come la CE), non  vogliono fare a meno dell’editing perché ovviamente presentare a una Casa Editrice o a un concorso un testo già ben curato, offre maggiore possibilità di successo. È inutile dire che dipende tutto dalla tua  possibilità economica, quindi se puoi farlo… non tirarti indietro! Sarà un punto a tuo favore.

IMPORTANTE: L’EDITOR NON FA DIVENTARE UN LIBRO UN BEST-SELLER.

Se la tua storia ha delle grosse lacune, l’editor non userà nessuna bacchetta magica ma ti guiderà a un miglioramento, ti suggerirà un cambiamento ma mai modificherà al posto tuo. A meno che si tratti di grammatica. E soprattutto  non pensare che il suo aiuto trasformerà il tuo romanzo nel best-seller dell’anno. Potrà succedere ma anche no, quindi non scaricare tutta la colpa all’editor se non accade.

Se invece hai scelto una strada più tradizionale, ti consiglio di cercare le CE con attenzione, non inviare la stessa mail a più di loro contemporaneamente. Sfoglia le collane di libri, sbircia le loro pagine Facebook o Instagram, e soprattutto non  incappare in quelle a PAGAMENTO!

UNA C.E. SERIA NON CHIEDE MAI SOLDI PER PUBBLICARE.

Tornando alla domanda iniziale “CE o SELF?”non esiste la scelta migliore. Quello che ti posso consigliare è di rifletterci bene e non avere fretta di pubblicare. Io ho scelto la seconda opzione perché mi piaceva l’idea di avere il pieno controllo su tutto, dalla copertina all’impaginazione, ed essere quindi l’unica titolare dei diritti d’autore. Ti dico sin da subito che non è semplice, la competizione è tanta e i lettori sono un po’ in via d’estinzione, ma se ci credi tutto è possibile. Bisogna armarsi di pazienza e determinazione. Ho iniziato quest’avventura con consapevolezza (non perché non avevo alcuna alternativa come alcuni pensano di chi sceglie il self), e, chissà, un giorno potrei anche decidere di valutare una Casa Editrice. Ho un bel po’ di progetti nel cassetto e non mi precludo la possibilità di provare nuove avventure. Poi, magari, se accadrà vi racconterò la mia esperienza.

Se vuoi dare un’occhiata al mio lavoro o sei solo curioso, clicca qui

Adesso voglio ascoltare te. Hai mai pubblicato? Se sì, in che modo? Cosa pensi di questi due mondi contrastanti? Commenta, lascia un like se ti è piaciuto l’articolo e condividilo con i tuoi amici. E, se non lo hai ancora fatto, segui il blog! 🙂 

Un abbraccio,

Ilaria

P.S. Se vuoi puoi chiedermi qui sotto un argomento di cui ti piacerebbe parlare. Sono qui per questo! 😉

 

“Una nota nel cuore” è online!

Ebook

Quarta di copertina:

Per Rosemary l’amore è solo un’utopia, un sentimento destinato a finire. Dopo l’ultima delusione, ha deciso di stare alla larga dalle relazioni e di concentrarsi soltanto sulla musica. La musica non tradisce, è rassicurante.

Quando incontra Robert, però, le convinzioni di Rose vacillano. Lui, cresciuto in fretta a causa della morte dei genitori, le insegnerà a vivere e a rischiare per la propria felicità.

Estratto:

Il modo in cui mi aveva rassicurata mi fece irrigidire. Come se volesse tranquillizzarmi, come se qualcuno gli avesse parlato del mio passato. Afferrai il tovagliolo di stoffa appoggiato sulle ginocchia e lo stritolai nervosa. Non volevo che lui mi vedesse come un cucciolo indifeso, come una facile preda da far innamorare.

«Tutto bene?»

«In che senso?»

Robert mi scrutò con attenzione. «C’è qualcosa che non va? Sembri un po’ tesa».

Scossi la testa. «No, sto bene». E mi sforzai di sorridergli. Dovevo provare a nascondergli i miei sbalzi d’umore, ma Robert non era un tipo distratto. Anzi, sembrava riuscisse a cogliere ogni mio spostamento, un’alzata di sopracciglia, un sospiro di troppo o la tensione delle mie spalle.

Informazioni:

Titolo: Una nota nel cuore – Rose e Robert (Vol. 1)

Autore: Ilaria Mossa

Editore: autopubblicato

Pagine: 282

Prezzo: 3,99 € (ebook), 12,99 (cartaceo) —> ORA IN PROMO FINO AL 24/12–> 1,99 (ebook), 8,99 (cartaceo) 

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2018

Link per l’acquisto: Una nota nel cuore-Amazon

Buongiorno, mi piacerebbe condividere con voi questa gioia. Finalmente, dopo un lungo periodo di scrivere, riscrivere, tagliare e aggiungere, il mio primo romanzo è stato pubblicato il 12 dicembre! Sono davvero soddisfatta del lavoro perseguito e questo è solo l’inizio. Scrivere mi ha levato tante energie, è vero, ma mi ha regalato tante emozioni e spero che le pagine di questo libro ne regalino altrettante. Oggigiorno pubblicare un libro è diventata un po’ una moda. Ormai chi non lo ha scritto? Dai calciatori agli youtuber, se ne trovano di tutte le paste e qualità. Per non parlare della concorrenza con cui mi dovrò confrontare, dai grandi scrittori fino a quelli che si dilettano a pubblicare senza uno stralcio di editing. Eppure, il pubblico ce l’hanno… Va bé, non sono qui per parlare di questo.

Come avrete notato ho cambiato la cover. Penso che questa, rispetto alla precedente, sia più adatta, soprattutto perché uno degli argomenti trattati è propria la musica.

Poi troverete, dato che si tratta di un romance, l’amore. Non solo quello romantico, ma bensì l’amore in tutte le sue sfumature.

L’amore di un genitore, l’amore per un genitore. L’amore di un figlio, l’amore per un figlio. L’amore per un amico, l’amore di un amico. 

Quindi, in poche parole, non leggerete la classica storia dove c’è solo un lui e una lei e magari anche l’amante :D, ma molto molto di più. Il mio intento, insomma,  era di scrivere qualcosa di originale e spero di esserci riuscita almeno un po’.

Se vi interessa una copia con dedica non esitate a contattarmi e seguitemi sui social per rimanere sempre aggiornati. Ogni giorno nuovi estratti del libro!

email:mossailaria@gmail.com

Facebook: www.facebook.com/MossaIlaria

Instagram: www.instagram.com/ilarymossa

Twitter: twitter.com/ilary933

Wattpad: www.wattpad.com/user/Ilaria_Mossa  —>(qui troverete alcuni capitoli gratuiti)

 

Buon Natale,

Ilaria

 

Promo… GIVEAWAY!

 

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E rieccomi qui, dopo mesi di latitanza ho deciso di ritornare a scrivere sul blog. Ovviamente, la mia assenza è stata dovuta a impegni lavorativi e soprattutto all’editing, lungo ed estenuante, del mio libro ( che non è ancora terminato, ahimè) . Il tempo è troppo poco e ci sono sempre tante cose da fare, come leggere, scrivere, essere attiva sui social, lavorare, pensare al fidanzato :D, dormire, mangiare ecc… Un giorno dovrebbe durare 48 h non 24!

Da oggi, però, voglio farvi e farmi una promessa: ovvero, impegnarmi di più. Ho bisogno di comunicare i miei pensieri,  la mia visione del mondo. Scrivere storie, per me, non è solo immaginazione, divertimento, personaggi, emozioni, luoghi da esplorare e in cui farvi catapultare. Scrivere è COMUNICARE LA MIA REALTÀ, TRASMETTERE UN MESSAGGIO, TRASFORMARE IL MIO LIBRO IN UNO SPECCHIO IN CUI VI POTRETE SPECCHIARE E RIVEDERE.

Non vedo l’ora di avere tra le mani il frutto del mio sudore e della mia soddisfazione. Penso che non ci sia orgoglio più bello di una cosa realizzata con le proprie forze e soprattutto con la propria  PASSIONE! A tal proposito, volevo comunicarvi che da qualche giorno ho indetto un contest grazie al quale potrete vincere una copia cartacea di “Una nota nel cuore”-Rose e Robert. 

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Sarà una storia abbastanza originale?

Bé, non potrò essere io a dirlo, starà a voi giudicare. L’unica cosa che posso dirvi  è che non parlerà solo dell’amore tra i due protagonisti, ma incontrerete altre forme d’amore, come quella verso un genitore, un figlio, un amico. Persino verso il nemico. Tutto in un’unica storia.

Questo non è un classico giveaway, ma anche un mezzo di promozione.

Per partecipare al contest dovrete seguire queste istruzioni: niente follow o mi piace (non saprei cosa farne :D), ma servirà fare qualcosa di più impegnativo ma sicuramente (penso) più interessante. Da un po’ sto iniziando a scrivere il prequel di “Una nota nel cuore”, ovvero la storia tra Marta e Joseph, due personaggi molto importanti che incontrerete già nel primo volume, e mi piacerebbe farvi assaporare almeno un po’ delle loro vite. Non sono molti capitoli e l’unica cosa che vi chiedo è lasciare un commento sincero nell’ultimo che ho scritto. Poi vi assegnerò un numero che verrà estratto il 01/01/2019. Ovviamente, non so se funzionerà, anzi voi cosa ne pensate?,  ma provarci non costa nulla, no?

Questo è il link della storia. Vi informo già che dovrete scaricare l’applicazione wattpad e iscrivervi per poter accedere alla storia (niente di più semplice, si può fare anche tramite fb!), a meno che l’avete già e allora… molto meglio. 😉

Qui vi lascio anche il link del book-trailer di “Una nota nel cuore” realizzato da mia sorella. A me piace tantissimo, spero anche a voi! 🙂

E i vostri buoni propositi quali sono? Commentate, condividete con gli amici e fatemi sapere un vostro pensiero.  Grazie in anticipo a chi parteciperà al contest.

Un abbraccio,

Ilaria

Vuoi pubblicare un libro?

 

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Come avrete letto negli articoli precedenti, in questo periodo mi sto dedicando all’editing del mio primo libro “Una nota nel cuore”.  È difficile editare e se non si ha pazienza e forza di volontà non provateci nemmeno. Anche se si suppone che  dovreste avere quelle qualità, se avete deciso di scrivere. Vi dirò: ho da qualche giorno spedito la prima bozza alla mia editor e non immaginate il senso di sollievo dopo ben quattro mesi! E in più,  la soddisfazione di avere tra le mani un testo migliore. Non è ancora finita, ci sarà qualche altro giro di bozza, ma per me è già un mezzo traguardo raggiunto. Perché ve ne accorgete,  ve lo garantisco. Durante l’editing, assistete a una sorta di crescita professionale e assumete maggiore consapevolezza di quello che avete e state scrivendo.

L’editing non è solo un processo di revisione, ma anche un momento di formazione. 

Prima che io mi (ri)mettessi al lavoro, la mia editor mi chiese di rispondere ad alcune domande:

1)Cosa vogliono i personaggi all’inizio della storia?
2) Perché lo vogliono?
3)Cosa glielo impedisce? (quali ostacoli si trovano di fronte?)
4) Quali sono le conseguenze?

Quando si è alle prime armi e alla prima stesura di un libro, è complicato essere obiettivi, perché troppo coinvolti e anche un po’ inesperti, e si perde un po’ di vista il messaggio che vogliamo trasmettere, gli obiettivi dei personaggi e i conflitti da superare. Si scrive e basta, magari anche con una scaletta sottomano (anzi si spera!). Poi vi chiedono di rispondere a delle domande, all’apparenza semplici e banali, e la vostra sicurezza inizia a vacillare.  Fissate il PC  con la mente inondata da svariate risposte e la paura di aver scritto senza pensare.

A me è successa una cosa simile.

Non che avessi scritto senza pensare, ma quelle domande mi hanno portato a riflettere e hanno funto da guida per non perdermi lungo l’arduo tragitto della revisione. Ed è solo GRAZIE a quegli interrogativi che ora ho ben in chiaro cosa il mio libro contiene, a chi è rivolto in particolare e quali sono le tematiche CHIAVE intorno alle quali si aggira la trama. Magari, ve ne parlerò in un prossimo articolo.

Ecco perché la figura dell’editor è così fondamentale. 

Senza di questa, noi autori vagheremmo con una benda sugli occhi e con la convinzione che il nostro libro è perfetto per come è. Che non ha bisogno di nessun altro eccetto il suo creatore.

Vi invito, scrittori esordienti come me, a fare tesoro di questi consigli. Studiate, aggiornatevi, leggete, mettete da parte un po’ di soldini e caricatevi di pazienza e determinazione.  Penso che la passione è qualcosa per cui vale la pena rischiare. Bisogna prendersi cura dei propri scritti, no? Dopo tutte le notti insonni e il tempo dedicato … E soprattutto, bisogna rispettare i lettori, che danno fiducia proprio a noi, cuccioli indifesi e sconosciuti in una giungla di predatori. Facciamo in modo di essere presentabili, no? Sono certa (o almeno spero) che un giorno ricambieranno. Magari con una recensione, chissà.

Voi cosa ne pensate? Avete mai consultato un editor o preferite fare tutto da soli?  Attendo qualche vostro commento e, se si va, lasciate un like e condividete l’articolo.

In più, vi invito a visitare la mia pagina facebook   e Instagram Tante novità in arrivo!

Un abbraccio,

Ilaria.

 

Scrivere è come recitare?

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Immaginate di essere in una stanza, soli, stesi comodi su un letto con un libro in mano e di iniziare a leggere. E così inizia il viaggio verso un mondo parallelo, provate emozioni nuove, conoscete posti nuovi, vi innamorate del personaggio figo della storia o maledite l’assassino che ha ucciso quell’innocente. Leggere è proprio questo: entrare in mondo irreale che per quanto siamo coinvolti ci sembrerà più reale della realtà stessa. A volte, proprio non capisco chi si rifiuta di leggere persino la trama di un libro. Cosa c’è di più bello di sognare ad occhi aperti? Forse solo dormire, perché lì (se siamo fortunati) possiamo essere noi i protagonisti di qualche storia meravigliosa.

E quando si scrive? Cosa succede nella testa dello scrittore? Ve lo siete mai chiesti?

Una delle regole che consigliano gli editor è SCRIVERE SOLO QUELLO CHE SI CONOSCE. Quindi, se volete ambientare la vostra storia a Timbuctù, lasciate perdere perché Wikipedia non sempre è un buon alleato.  Ammetto, però, di aver ambientato il mio primo romanzo (ahimè, ancora in fase di editing) a Boston e di esserci stata solo grazie a Google maps. Lo so, lo so, non è lo stesso. Non è entusiasmante quanto esserci stata, però non riesco proprio ad ambientare una storia nella mia città, sarà il fascino dell’estero, o forse sarà che non amo molto la mia città.

Ma si vi siete mai chiesti come faccia uno scrittore a descrivere una situazione mai vissuta prima? È davvero possibile secondo voi? Ogni storia è sempre frutto dell’esperienza?

Secondo me, scrivere è un po’ come recitare. Ogni autore deve essere in grado di immedesimarsi, entrare nel personaggio, capirlo, provare le sue stesse emozioni. Deve crearsi un rapporto di empatia. Questo, a volte, è un processo doloroso. Io, in primis, per poter scrivere una scena triste, ho immaginato se quella disgrazia fosse successa a me. Ammetto di essere stata un po’ male dopo, perché quello che scrivi sono parole di sconforto, disperazione, paura, panico. Non è per niente facile, io che sono anche una ragazza piuttosto sensibile. Quando, però, si decide di voler scrivere e lo si vuole fare  bene, bisogna essere disposti a tutto, anche soffrire insieme ai personaggi.

Ma non solo.

Spesso mi sono ritrovata anche a ridere da sola davanti al pc (passando per una pazza psicopatica)  per qualche battuta o scena divertente. E soprattutto mi sono emozionata.

Insomma, scrivere non è solo battere sulla tastiera finché le dita non si atrofizzano. Scrivere è dare vita a mondi straordinari, liberare la fantasia, avere la possibilità di creare personaggi indimenticabili.

Quindi, alla domanda ” Come si può descrivere una situazione mai vissuta?” Io rispondo IMMAGINA DI ESSERE UN ATTORE, CHIUDI GLI OCCHI E RECITA. Poi riaprili e inizia a scrivere.

E poi mi dicono ” Ma non ti stanchi mai?” Posso mai stancarmi di qualcosa che mi fa sentire viva?

E voi, cari lettori, cosa ne pensate di questo articolo? Ci avevate mai pensato? Fatemelo sapere con un piccolo commento.

Un abbraccio caloroso, che con questo tempo gelido ci sta,

Ilaria

P.S. MI SCUSO PER LA LUNGA ASSENZA, PURTROPPO SONO ANCORA MOLTO IMPEGNATA CON L’EDITING DI ” UNA NOTA NEL CUORE”. SPERO DI RITORNARE ATTIVA AL PIÙ PRESTO.

 

Recensione “Apartment 25 A” di Michela Cavaliere

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TITOLO: Apartment 25 A

AUTORE: Michela Cavaliere

GENERE: Thriller psicologico

EDITORE: Self publishing

Trama

Un appartamento.
5 stanze.
5 personaggi.
Entra nelle menti di Samuel, Michael, Jennifer, Annie e James: cosa desiderano, cosa temono, cosa nascondono…
Qualcosa accade, nel frattempo, che tu lo voglia o no.
Chi salverai?

 

Recensione

Ho scoperto quest’autrice per caso su Facebook, ho visto un video in cui presentava questo romanzo e mi ha subito convinta. L’ho acquistato immediatamente su Amazon e ora sono ben felice di parlarvene. 

Sono queste le storie che mi piace leggere: originali. Ormai si vedono sugli scaffali e gli store online solo repliche di altri libri. Si tende sempre a scopiazzare un po’ di lì e un po’ di qui. Invece questo tipo di storia non mi era mai capitata tra le mani.  

“Apartement 25 A” è per l’esattezza il prequel del vero e proprio libro non ancora, purtroppo, disponibile. È molto breve, appena 56 pagine, quindi si legge molto velocemente. E poi, lo stile di Michela è davvero molto pulito, chiaro. Lo si legge tutto d’un fiato. 

Il romanzo si divide in cinque capitoli e ognuno ha il nome di una stanza, ovvero il posto in cui i nostri personaggi si trovano in quel momento. Tutto quindi si svolge nell’appartamento 25 A che una delle protagoniste, Annie, ha ereditato da sua madre. Ogni capitolo ha un punto di vista diverso: Samuel, Michael, Jennifer, Annie e James. 

 HALL

Si inizia con Samuel Dandridge.

Lui è come si suol dire “un bravo ragazzo”, gentile e a volte anche ingenuo. Lavora come giardiniere presso il signor Jones ed è sposato da due anni con Annie, conosciuta al Burger King dove lei ancora lavora. Entrambi hanno un bimbo di un anno, Michael.  Quel giorno, quando rientra da lavoro ed è pronto per festeggiare il primo compleanno del piccolo, avverte un brivido di paura. 

BEDROOM

Questo è il capitolo dedicato al piccolo Michael.

Non mi era mai capitato di leggere il punto di vista di un bambino di solo un anno. Mi è piaciuto scoprire i suoi pensieri, la sua voglia di parlare, le curiosità, la difficile impresa nello scavalcare il lettino, l’attaccamento con il suo peluche, Bau, e la rana Cra Cra con cui si diverte quando fa il bagnetto. Quel giorno, però, quando riesce a scavalcare il lettino, trova qualcosa di davvero misterioso.

BATHROOM

Ora passiamo a Jennifer, la figlia di James. 

 Jennifer è un’adolescente che soffre. Per il lavoro del padre, è costretta a trasferirsi continuamente. Non ha una grande autostima di se stessa, non si veste come le adolescenti della sua scuola, non si trucca, non socializza.  Quel giorno, nel bagno di suo zio, è la prima ad avvertire qualcosa di strano.

KITCHEN

Ora passiamo ad Annie, la moglie di Samuel.

 Annie è una ragazza semplice, ama il romanticismo e lavora al Burger King, seppure possa ambire a qualcosa di più. Ha sempre avuto la passione per la cucina. Infatti, è proprio lì, nel posto che ama di più, e sta preparando la cena per la sera. Come in passato, però, sta capitando di nuovo. Si tiene al lavandino, ricorda quello che ha fatto il giorno prima. E ripensa anche a un sogno che lei crede si stia avverando. 

LIVING ROOM

L’ultimo capitolo è dedicato a James.

James, uomo bello e desiderato dalle donne, è il padre di Jennifer. Quel giorno si risveglia in una stanza d’ospedale. È steso sul letto paralizzato. Non può nemmeno parlare. Non sa che cosa sia successo. È angosciato e spaventato. Lui pensa che sia la fine, ma non sa che il peggio deve ancora venire. 

 

Tutti i cinque capitoli terminano con una catastrofe. Qualcosa è successo. Qualcosa di terribile che cambierà drasticamente le loro vite. 

Lo ammetto, non vedo l’ora di leggere il vero e proprio romanzo per scoprirne di più. Spero vi sia piaciuta questa recensione, io ho cercato di non spoilerare troppo. 

Valutazione: 4/5 

Per chi fosse curioso —-> Ebook

O contattare direttamente l’autrice per il cartaceo.

Chi di voi ha già letto questo libro? Fatemelo saper con un commento.

Un abbraccio, 

Ilaria.

 

 

 

I miei progetti attuali

In questo periodo sto scrivendo un nuovo romanzo. Sembrerà strano, ma l’idea mi è apparsa in un sogno. La mattina mi sono svegliata e pouf! una nuova ispirazione.

ilaria mossa (2)

Era la prima volta che Giada lasciava qualcuno. La sua storia in bilico da un bel po’, il viaggio a Malta con le amiche, flirt estivi da far girare la testa… E poi Andrea doveva partire. Che futuro potevano avere insieme?
Quando un anno dopo ritrova il suo sguardo, qualcosa smette di funzionare. Averlo rivisto le ha annebbiato la mente. Ma non solo. La notizia che porta con sé è così devastante che la madre sviene tra le sue braccia. Luca Ferrari è morto. Dicono che si è suicidato ma Giada è convinta del contrario. Suo fratello aveva voglia di vivere, di recitare, di amare. Così, decide di partire per gli Stati Uniti alla ricerca della verità. Un viaggio che la condurrà a scoprire se stessa e a risolvere le problematiche del suo cuore.

E per voi, che sapore ha la felicità?

“Basta poco per la felicita” sarà un romanzo d’amore con sfumature thriller. Questo, a differenza di “Una nota nel cuore” che è in fase di editing, sarà un romanzo auto-conclusivo.

Durante la progettazione ho deciso di parlare della felicità per un motivo: oggigiorno noto che la gente è sempre più legata ai soldi, al materialismo. È convinta che la felicità sia un paio di scarpe nuove, la vincita alla lotteria o una villa al mare. Per carità, tutto molto bello… Ma poi, dopo tutto questo, si è realmente felici? Secondo me, si tratta solo di felicità apparente. Si è convinti di essere felici. Però, dopo qualche mese, ci sentiamo di nuovo vuoti. Insoddisfatti. E allora, sbuffiamo, ce la prendiamo con il vicino o il fidanzato e ci domandiamo perché nella nostra vita non capita mai nulla di buono. Ci sentiamo sfigati, pessimisti e depressi.

Viviamo in un mondo dove ci basta comprare qualcosa per sentirci appagati. Una società di egoisti piagnucoloni alla ricerca di qualcosa che non li accontenterà mai. 

Vedo sempre più coppie scoppiare a causa di soldi, o matrimoni fatti solo per interesse. Come se l’amore fosse solo un’opzione. Se ci sta è un bene, se no fa nulla. Non siamo più disposti a sacrificarci e a lottare. Tradiamo con quello/a più ricco/a o più bello/a solo perché il marito/moglie è ingrassato/a o non guadagna così tanto. Vogliamo una vita comoda e facile.

Siamo diventati una banda di superficiali!

Quindi, ho davvero la necessità di portare ogni lettore alla riflessione. Guardarsi dentro e capire qual è il vero senso della felicità. Un miraggio per molti, ma non impossibile da raggiungere.

Che poi la felicità è come l’amore. Va coltivata e guadagnata, giorno per giorno.

Quella di Giada sarà una storia difficile, fatta di amori, paure, scelte, perdite e sbagli. Una ragazza a cui sembra non mancar nulla e a cui invece manca tutto.

Vi lascio un estratto:

È strano come la vita da un giorno all’altro possa cambiare. Spesso si pensa di essere invincibili. Che le storie tristi non ci appartengano. Che la cosa più brutta capitata sia uno smalto mal asciugato e un vestito troppo stretto. O le scarpe in saldo senza il nostro numero. Bastano pochi attimi, una telefonata inattesa, a cancellare tutte le certezze. Ci si rende conto che nulla sarà più lo stesso. Mio padre se n’è andato in silenzio. Neanche un saluto. Nemmeno il tempo di un ultimo abbraccio.

Al momento sto pubblicando su una piattaforma gratuita, ovvero wattpad. Con l’altro romanzo è stato utile e ho deciso di ripetere il rito. 😀

Per chi fosse curioso di leggere i primi capitoli vi lascio il link —>Basta poco per la felicità

 

Voi che ne pensate della trama? Vi suscita interesse? E il concetto di “felicità” a quale parole lo attribuireste? Commentate e iscrivetevi al mio blog per restare sempre aggiornati. 

Un abbraccio,

Ilaria.